Fair Play. Episodio poco corretto avvenuto in Atl. Sannita-R. Arienzo

Minuto 96 e rotti della sfida tra Atletico Sannita e Real Arienzo, gara valida per la 12a giornata del girone B di Seconda Categoria che si disputa sul terreno di gioco dell'"Ocone" di Ponte: il punteggio è sul 2-2 dopo l'iniziale vantaggio dei padroni di casa, la rimonta con sorpasso degli ospiti ed il nuovo aggancio dei giallorossi. Il direttore di gara, signor Carmine Galiero della sezione di Caserta, ha decretato che i minuti di recupero saranno 7.
In quei momenti, un calciatore dell'Atletico Sannita finisce a terra ed il suo infortunio richiede l'intervento della panchina per curarlo. I compagni, giustamente, mettono la palla in fallo laterale per favorire le operazioni di soccorso. A questo punto succede che la squadra ospite, incurante di quanto stia accadendo, rimette la palla in gioco, questa finisce tra i piedi di Porrino che si invola verso la porta giallorossa, sigla la rete del 3-2 ed esulta come fosse la finale mondiale che si sarebbe disputata di lì a poche ore. Il direttore di gara convalida la rete e fischia la fine del match.
Qual è, dunque, il problema si chiederanno in molti: la rete è regolare, questo per fugare ogni dubbio. Il problema sta nell'assoluta mancanza di fair play da parte del Real Arienzo. Se, giustamente, si celebrano i gesti con i quali un calciatore si rende partecipe di gesta meritevoli di encomio, come accaduto qualche giorno fa sul campo del Casal di Principe (clicca qui), è altrettanto giusto condannare con fermezza i comportamenti con i quali ci si fa beffe degli avversari e di quelle regole non scritte che fanno parte dello sport. Perché se è vero che il Real Arienzo ed il suo calciatore non hanno infranto nessuna delle regole del gioco del calcio, è anche vero che, a parti invertite, sarebbero loro ad avere motivi di recriminazione per quanto subito.
Si fa un gran parlare del fair play e di quanto siano belli certi gesti, purtroppo la verità è che, spesso, di quei gesti in molti non se ne curano, accecati dalla voglia di vincere. A queste persone andrebbe ricordato, con il massimo rispetto, che si tratta pur sempre di una partita di Seconda Categoria e che, alla fine della fiera, restano i gesti compiuti dagli uomini e non le triplette, i tre punti e un trofeo vinto in bacheca.
