Benevento. Vigorito: "Condivido l'amarezza ma non le critiche" - I AM CALCIO BENEVENTO

Benevento. Vigorito: "Condivido l'amarezza ma non le critiche"

Il Pres. O. Vigorito, Benevento
Il Pres. O. Vigorito, Benevento
BeneventoSerie B

Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, è stato ospite, questa mattina, dell'evento "La Campania per il clima. Nuove idee per la sostenibilità ambientale", svoltosi presso l'Università degli Studi del Sannio e al quale il numero uno giallorosso è intervenuto in qualità di presidente della locale Confindustria. Queste le sue parole a commento della stagione della Strega:

"Condivido l'amarezza dei tifosi per un campionato che, fino ad un mese fa, era possibile vincere. Giusta l'amarezza dei tifosi, della quale mi dispiaccio anche io, ma non condivido le critiche per un campionato che mai avevo annunciato come da vincere che, ancora una volta, ha portato una città poco vicina a squadra e presidente, a disputare una semifinale play-off per l'accesso in serie A. Quando parlo di città poco vicina non mi riferisco ai tifosi. Lottiamo da cinque anni a cavallo tra Serie A e B: se questo può definirsi fallimento allora chi lo pensa faccia un passo avanti, venga a gestire la squadra e faccia di meglio. Io mantengo sempre gli impegno e cerco di fare il meglio ma se pensate che ogni volta che la squadra si iscrive ad un campionato poi debba vincerlo allora possiamo chiudere il Ciro Vigorito".

Il Presidente, però, ci permetta qualche appunto al suo discorso. Quella che lui definisce città poco vicina alla squadra è una città che non si è sentita attratta, in questa stagione, da un allenatore e da giocatori che hanno dimostrato scarso attaccamento alla maglia. Forse Vigorito dimentica che il primo, disastroso, anno di Serie A, conclusosi con una retrocessione annunciata fin dalle prime giornate, ha visto l'intera città abbracciare la squadra dopo l'ultima partita, immagini che hanno fatto il giro della nazione per la sportività dimostrata dal tifo beneventano: nonostante una serie di risultati umilianti, i calciatori scendevano in campo con il fuoco negli occhi e tanto bastava a chi incitava la squadra. Inoltre, il voler tenere la squadra sempre lontana dalla gente e da una parte della stampa locale ha acuito ancora di più la distanza creatasi negli ultimi due anni causa covid. Testimonianza di ciò è stata l'affluenza di tifosi ai due allenamenti a porte aperte concessi dopo, appunto, due anni: quando chiamati a dimostrare il proprio affetto, i tifosi giallorossi hanno sempre risposto "Presente!".

Infine, Presidente, nessuno ha parlato di fallimento e se qualcuno lo fa, evidentemente, è poco avvezzo alle dinamiche calcistiche. Ci consenta, però, di criticare alcune scelte societarie non volendo con questo sminuire quanto da lei fatto nei suoi anni di presidenza. Il fatto che si possa dire che le scelte del D.s. Foggia, avallate dalla società, e di mister Caserta siano state, almeno in qualche caso, scellerate non vuol dire non provare amore per il Benevento ma solo che, proprio in virtù di tanto amore, si vorrebbero vedere i propri colori sventolare sempre più in alto di tutti gli altri e, di conseguenza, si condannano proprio quelle scelte che non hanno portato a quel risultato. Le critiche di un genitore per un figlio, o viceversa, sono dettate dall'affetto che si prova e non dalla volontà di nuocere o di criticare tanto per farlo: il pubblico beneventano non vuole vincere ogni campionato, vuole solo potersi emozionare ogni domenica che la sua squadra scende in campo.

Giulio Cardone

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