"Casa Sanniti". Luciani: "Il sorriso dei bambini? Il regalo più bello" - I AM CALCIO BENEVENTO

"Casa Sanniti". Luciani: "Il sorriso dei bambini? Il regalo più bello"

I piccoli Sanniti con mister R. Luciani
I piccoli Sanniti con mister R. Luciani
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Con la ripresa delle attività sportive all'aperto e non solo, ha riaperto a pieno regime i battenti anche "Casa Sanniti". La società giallorossa dei Sanniti Five Soccer, infatti, ha ripreso, sotto la guida di mister Roberto Luciani, le attività sul rettangolo verde della Pacevecchia. Proprio con il tecnico dei piccoli Sanniti abbiamo fatto una chiacchierata per fare un "viaggio" nel mondo giallorosso.7

Mister, quanto è mancato il calcio praticato agli sportivi, in special modo ai bambini?

Tantissimo e posso dirlo leggendo la gioia negli occhi dei bambini ogni volta che mettono piede sul terreno di gioco, fosse pure per un semplice allenamento. Per i piccoli, il calcio non è solo vincere o perdere una partita ma è stare insieme ai propri amici, condividere una passione e divertirsi. La parte sociale del calcio credo sia quella che è mancata di più in questo periodo di pandemia.

Ci parla della scuola calcio? Qual è l'età minima per accedervi e quali sono le vostre attività?

Partiamo dai bambini di 4 anni fino ad arrivare ai ragazzini di 14 anni. Ovviamente, causa covid, abbiamo perso qualche iscritto per strada che, però, grazie al progredire della campagna vaccinale, stiamo recuperando. La difficoltà maggiore che abbiamo vissuto, tralasciando la solitudine nella quale ci hanno abbandonato le istituzioni, è stata riconquistare la fiducia dei genitori: quando, però, hanno visto la nostra struttura "Casa Sanniti" e le misure di sicurezza che attuiamo, ogni dubbio è svanito.

Quanto è stata dura superare i mesi dello stop forzato alle attività?

E' stata dura, molto dura. Grazie ai miei fratelli Benito Pellegrino e Tiziano Bovio, siamo riusciti a venirne fuori tra mille grattacapi e tanti sacrifici. Noi non facciamo attività per arricchirci finanziariamente, lo facciamo per passione: il nostro "guadagno" sta nella felicità che leggiamo sui volti dei bambini quando sono da noi. Il fatto di aver conquistato la fiducia di un intero quartiere come la Pacevecchia non può che riempirci di orgoglio. Tutto questo è stato possibile solo grazie ai tanti sforzi messi in campo da me, Benito e Tiziano: anzi, mi permetto di dire, che senza i miei due "fratelli" niente di tutto ciò sarebbe stato possibile. Loro per me sono due colonne: la struttura portante di tutto quanto abbiamo fatto in questi anni.

Può dirci qual è la cosa che manca o è mancata di più ai bambini, oltre ovviamente al non potersi allenare in questo periodo?

Credo che una delle cose più brutte l'abbiamo vissuta al rientro in attività quando, al termine dell'allenamento, i bambini mi chiedevano di fare la classica "partitella" e, purtroppo, ero costretto a negargliela per via delle misure anti-covid. Un bambino vuole solo giocare, non dovrebbe vivere certe limitazioni: purtroppo sono necessaria per la salute loro e dell'intera comunità. Speriamo di metterci alle spalle questo periodo il più presto possibile e di farlo diventare solo uno sbiadito ricordo.

Maurizio Morante