Benevento. Lapadula: "Inzaghi? Con me ha toccato corde importanti" - I AM CALCIO BENEVENTO

Benevento. Lapadula: "Inzaghi? Con me ha toccato corde importanti"

G. Lapadula, Benevento
G. Lapadula, Benevento
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La gara che domenica vedrà il Benevento impegnato all'"Olimpico" di Roma contro la formazione di mister Fonseca potrebbe essere quella del debutto dal 1' per Gianluca Lapadula, attaccante della Strega. L'ex Lecce e Genoa è stato intervistato dai colleghi di Sky Sport. Queste le sue parole all'emittente satellitare:

CONDIZIONE - Sto bene fisicamente e questo mi rende sicuro e sereno. Inoltre voglio recuperare il tempo perso nella mia carriera proseguendo il cammino iniziato lo scorso anno a Lecce: con i salentini ho ritrovato me stesso e per questo devo ringraziare l'intera piazza ed il presidente Sticchi Damiani per la fiducia e l'affetto che mi hanno dato e che sto ritrovando qui a Benevento.

INZAGHI - Per un attaccante è importante averlo come allenatore: fin dal primo giorno ha toccato in me corde importanti che mi hanno acceso il fuoco dentro. La sua punta ideale è quella che sta sempre sul pezzo, che vive sul filo del fuorigioco e sempre cosciente della mossa giusta da fare, che sia attaccare il primo palo o portarsi sul secondo oppure a seguire l'azione a rimorchio. 

LA ROMA E DZEKO - Il bosniaco è tra i più forti in Europa nel suo ruolo. Ammiro il fatto che riesce a pulire ogni pallone che gli arriva. E' strutturato fisicamente ma ha anche un elevato tasso tecnico. Ora dobbiamo pensare solo alla Roma: potrebbe essere una partita importante anche sotto l'aspetto mentale: dobbiamo tornare a casa con una elevata autostima a prescindere dal risultato. Al momento la cosa importante è raggiungere la salvezza, senza pensare ad altro.

LA NAZIONALE - Ultimamente ho rinsaldato molto il mio legame col Perù e un giorno potrei coronare il sogno di giocare per la nazionale peruviana. Ho conosciuto il C.t. Gareca quando giocavo nel Pescara. Mi parlò della Coppa America ma era contemporanea ai play-off con il Delfino e declinai. Oggi sono più consapevole delle mie origini e se accettassi di giocare per il Perù lo comunicherei immediatamente a Gareca.

Maurizio Morante

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