Coronavirus. Spadafora: "Ripresa? Non accetto pressioni o attacchi"

Intervistao dal "Corriere della Sera", il Ministro per le attività giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, è tornato a parlare del calcio e della possibile, o meno, ripresa del campionato. Queste le sue parole ai colleghi del giornale meneghino:
"Gli interessi economici sono legittimi ma non accetto pressioni, attacchi o strumentalizzazioni. Nessuno, nemmeno io, sta demonizzando il calcio ma la ripartenza dei campionati la deciderà il Governo. Dal 18 potranno riprendere gli allenamenti di squadra ma per i campionati serviranno elementi scientifici che, ad oggi, non abbiamo.
Non sono contrario alla ripartenza ma solo se salvaguarderà la salute di tutte le persone coinvolte. Inoltre ribadisco e rivendico la pari dignità del calcio con gli altri sport. Ricominciare a giocare pone tutta una serie di problematiche: il protocollo dovrà stabilire anche di chi saranno le responsabilità e sarà pronto in settimana.
Anche il calcio deve vivere una nuova stagione, fare delle riforme al proprio interno rivedendo il proprio sistema e cercando di capire se questo è in linea con quel che accade nel Paese.
Se il Governo stabilisse che non ci sono le condizioni per la ripresa io miei sforzi si muoveranno in due direzioni: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso.
Ricordo due provvedimenti del prossimo decreto: i 100 milioni già annunciati del credito sportivo e il 70% per le associazioni dilettantistiche, mutui a tasso zero. Vi anticipo che stanzieremo un fondo straordinario, a fondo perduto,per le società di base".
