ESCLUSIVA - Sibilia: "A rischio 18mila squadre. LND specchio sociale" - I AM CALCIO BENEVENTO

ESCLUSIVA - Sibilia: "A rischio 18mila squadre. LND specchio sociale"

L'intervista al presidente LND
L'intervista al presidente LND
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L'Italia è ferma da un mese ormai. Il Coronavirus sta tenendo in ostaggio tutto il mondo, anche se nel nostro paese il trend sembra aver invertito, anche se lentamente, la rotta. Non ci si può muovere comunque, soprattutto ora, per permettere all'intero paese di poter ripartire tra qualche settimana. Tanti sono i settori frenati e colpiti dall'epidemia, tra questi c'è anche il calcio. Non solo quello dei "big" ma anche quello dei dilettanti. Un vortice sportivo-sociale che riguarda oltre un milione di tesserati e addetti ai lavori. 

Quando si ripartirà? Come si ripartirà? Quali danni subirà? A tutte queste domande ha risposto Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, intervistato in diretta Facebook sui nostri canali social in esclusiva per la nostra redazione.  

Presidente, in primis la classica domanda che va avanti ormai da settimane: ci sono prospettive per la ripresa sia per campionati che per le coppe del panorama dilettantistico? Quali sono le possibili soluzioni al vaglio e soprattutto, è stato considerato il caso di Lombardia, Veneto e Piemonte che potrebbero aver bisogno di più tempo per la ripresa delle attività?

Iniziamo con il puntualizzare la posizione, che ho più volte espresso, ovvero che i nostri tempi verranno dettati dalla tragedia che stiamo vivendo del Coronavirus. Tutte le previsioni che facciamo, potrebbero essere smentite in pochi giorni perché i tempi non li dettiamo noi. Noi siamo convinti che l’unico giudice per sancire tutto debba essere il campo, debbano essere le partite. Dev’esserci la possibilità che un campionato possa raggiungere l’obiettivo di concludersi. Per quanto ci riguarda come LND, abbiamo anche valutato più volte la possibilità di riprendere i campionati e come farlo. Al momento dobbiamo solo aspettare autorità sanitarie e di governo che ci possano dire quali saranno le condizioni in cui ci ritroveremo tra qualche settimana o tra un mese. Attendiamo il nullaosta da parte loro, noi non rischieremo nulla per la salute di tutti. Mi rendo conto che ci sono regioni che più di altre stanno soffrendo la situazione, proprio per questo sono in stretto contatto con gli esponenti di quelle regioni. Quando ci verranno date indicazioni dalle autorità, ci confronteremo e vedremo il da farsi.

Vista l’intenzione di riprendere i campionati, si è pensato ad una finestra temporale dove far svolgere una preparazione atletica alle squadre tutelando i giocatori ad una esposizione non troppo alta di infortuni? C’è una data ipotetica per la ripresa degli allenamenti?

Abbiamo più volte avuto un confronto con tutte le componenti del calcio italiano. Più volte ci siamo soffermati su questa domanda. Si sono fatte più ipotesi: per quanto ci riguarda, abbiamo la necessità di avere una quarantina di giorni per concludere i nostri campionati, soprattutto quelli di Serie D ed Eccellenza. Nei comitati regionali hanno fatto lo screening delle partite che mancano, e sono intorno alle 7-8 partite più i playoff, playout e quant’altro. Dopo il via libera delle autorità, potremo essere più compiuti nelle decisioni. Se dovessimo ricominciare il 20 maggio, potremmo concludere il tutto il 30 giugno senza sforare quindi quella che è la data ultima di una stagione sportiva.

Le future decisioni della Lega Nazionale Dilettanti quanto dipenderanno da quelle delle leghe professionistiche?

Domani pomeriggio riparleremo tutti insieme in videoconferenza. Penso che il calcio ne debba uscire per intero, nella totalità, prendendo decisioni condivise all’unanimità. Se siamo tutti compatti, saranno meno gli sforzi per portare a termine la situazione. Le decisioni finali comunque verranno prese in Consiglio Federale.

Considerando che sono stati cancellati Torneo di Viareggio e Torneo delle Regioni, vetrina importante per gli under, si può pensare di confermare anche per la prossima stagione lo stesso numero e gli stessi obblighi relativi agli anni (1999, 2000, 2001 per la D, 2000-2001 per i campionati regionali) degli under?

E’ una valutazione che abbiamo già fatto. Sono penalizzati gli under che fanno parte delle squadre di questo campionato. Da quando mi sono insediato, abbiamo aumentato il numero di rappresentative nazionali. Ci troviamo in sofferenza, è una questione quella del ‘congelamento’ che sarà posta in fase di Consiglio Federale. E’ una riflessione doverosa che tutti dobbiamo fare, al di là di quella che sarà poi la decisione.

Sappiamo quanto per i giovani lo sport sia fondamentale. A tal proposito, l’attività dei settori giovanili riprenderà di pari passo ai “grandi”? Se questo non sarà possibile, si può pensare a dei gruppi di allenamento per permettergli di poter continuare a crescere?

Questa è una domanda che andrebbe posta al responsabile del settore giovanile scolastico, che opera su delega del presidente della Federazione. In questo momento credo prevalga la decisione di voler chiudere i campionati.

In merito alle dichiarazioni del ministro Spadafora sulle cifre stanziate per lo sport, non le sembrano pochi i fondi destinati?

In un’intervista di due settimane fa, il ministro diceva che avrebbero stanziato 400 milioni di euro per le associazioni sportive dilettantistiche, riferito a tutti gli sport. Mi attendo oltre alle interviste e alle enunciazioni, provvedimenti che possano dare la concreta possibilità alle migliaia di società dilettantistiche di poter ripartire. Come LND, abbiamo sparse in Italia circa 65mila squadre, permettiamo di disputarsi 550mila partite all’anno, con un milione di tesserati interessati. Siamo il mondo del sociale oltre ad essere il mondo del calcio. Abbiamo una squadra di calcio che si identifica nella comunità in ogni comune d’Italia, dalla Serie D alla Terza Categoria, passando per la juniores. Noi siamo lo specchio e la fotografia del paese. Rischiamo di perdere circa 18mila squadre. E’ responsabilità di tutti far capire che abbiamo necessità di avere una vicinanza concreta che dia la possibilità ai nostri giovani di fare attività sportiva. Soldi spesi nello sport sono soldi ben spesi per la salute, oltre che dal punto di vista sportivo e sociale.

Parlando di ripresa, il focus è stato più sui campionati di Serie D ed Eccellenza, ma ovviamente sono anche tanti i campionati dalla Promozione alla Terza Categoria. Visto che in questi campionati la maggior parte dei calciatori lavora oltre a giocare a calcio, è pensabile stilare calendari che vadano anche oltre il 30 giugno?

Sono tutte ipotesi sul tavolo. Abbiamo bisogno di 40 giorni, significa che probabilmente dobbiamo svolgere qualche turno infrasettimanale. Mi rendo conto delle difficoltà, se dobbiamo sforare oltre il 30 giugno, bisogna ottenere delle autorizzazioni perché subentrano i problemi dei tesseramenti, delle assicurazioni e molto altro. Ora mi sto focalizzando sull’eventuale ripresa dei campionati, poi si valutano tutte le ipotesi. Teniamo anche conto che con l’ora legale, con l’estate che incombe, è probabile anche che si possa giocare in orari serali.

Nel caso in cui dovessero esserci molte difficoltà economiche da parte delle società tra agosto e settembre, si può pensare ad una riduzione dei gironi di Serie D da 9 a 7 visto che al momento quasi tutte le società sono affiancate da aziende che investono soldi?

Ho più volte sottolineato che, per quanto ci riguarda, la relazione che abbiamo fatto preparare va proprio in questa direzione, ovvero che tutti i presidenti, sono soprattutto commercianti, artigiani, piccoli imprenditori, professionisti che vivono per il loro lavoro. In questa relazione, presentata al ministro, abbiamo dato questi riferimenti. Sicuramente avremo una ripercussione negativa dal punto di vista economico-finanziario. Vediamo cosa succede, se arriverà qualcosa di concreto da parte del governo. E’ doveroso farlo, e deve arrivare ovviamente prima dell’inizio della prossima stagione.

Vuole fare un saluto a tutti i protagonisti del calcio dilettantistico?

Tutti i giorni sento i presidenti dei comitati regionali, ho la possibilità di seguire tutte le situazioni stando a casa. Abbiamo superato tante problematiche fino ad oggi, non ci abbattiamo ora. Ascoltiamo le indicazioni del governo per uscirne al più presto. Saluto e ringrazio tutti, sperando di potervi abbracciare uno ad uno quando ripartiremo.

Ringraziamo il presidente Cosimo Sibilia per la disponibilità nel concederci l'intervista. 

Francesco Beccia