Virtus Goti. Rea: "Calcio? Ci penseremo poi, ora priorità alla vita" - I AM CALCIO BENEVENTO

Virtus Goti. Rea: "Calcio? Ci penseremo poi, ora priorità alla vita"

S. Rea, Virtus Goti
S. Rea, Virtus Goti
BeneventoPromozione Girone A

Squadre ferme ormai da circa un mese, campionati il cui completamento resta un grosso punto interrogativo e prospettive future poco rosee: questo, a grandi linee, il quadro del calcio dilettantistico in Italia. Quest'oggi abbiamo raggiunto Salvatore Rea, capitano della Virtus Goti, per una chiacchierata sullo stato emergenziale che vive il nostro paese e sul futuro calcistico a breve e lungo termine.

Come state vivendo questa fase di "pausa forzata"?

Per noi calciatori, abituati a vivere lo spogliatoio più giorni a settimana per poi disputare la partita la domenica, non è facile stare a casa. Purtroppo, al momento, è la sola cura per sconfiggere il virus e quindi questi sacrifici vanno fatti. Torneremo a calcare i campi di calcio e nel frattempo ci alleniamo a casa come possiamo.  

Pensi che sarà possibile tornare a giocare e finire i campionati? Quali potrebbero essere le difficoltà di un possibile ritorno su campi di gioco?

Ho letto anche di date non lontane per il ritorno in campo. Sinceramente in questo momento, nel quale molte persone muoiono e altre sono in enorme difficoltà, l'ultima cosa alla quale penso è il calcio. Al momento penso che sia l'ultimo dei problemi, specie ai nostri livelli: sarebbe una mancanza di rispetto per chi lotta per la propria vita e per chi sta cercando di aiutare chi soffre in questa lotta. Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che contagiarsi è facile e quindi non credo si ritornerà in campo nei prossimi due mesi. Personalmente, il calcio può aspettare, ora c'è da sostenere tutto il personale medico ed infermieristico che sta combattendo, su un altro campo, una battaglia più importante: in palio ci sono vite e non punti in classifica.

In questi giorni si parla tanto di decurtazioni ai pagamenti dei calciatori: da calciatore, qual è la tua opinione in merito? Sei d'accordo nel fare ognuno la propria parte o pensi ci debbano essere limiti ai tagli?

E' molto difficile rispondere a questa domanda. Molti calciatori dilettanti hanno il calcio come una fonte di sostentamento quindi non sarebbe giusto privarli dei rimborsi; allo stesso tempo mi metto nei panni delle società che fanno già tanti sacrifici e che ora, visto il momento, possono trovarsi in difficoltà venendo meno molti sponsor messi in crisi dall'emergenza. L'unica cosa che mi sento di dire è che, laddove si può, dobbiamo venirci incontro e affrontare insieme, compatti, questo periodo di difficoltà sperando che possa risolversi il più presto possibile.

Maurizio Morante