Castelpoto. Rummo: "Noi passati da vittime a carnefici: non ci sto" - I AM CALCIO BENEVENTO

Castelpoto. Rummo: "Noi passati da vittime a carnefici: non ci sto"

Mister N. Rummo, Castelpoto
Mister N. Rummo, Castelpoto
BeneventoPrima Categoria Girone C

Il Castelpoto ha ricevuto, nella giornata di martedì, cattive notizie dal Giudice Sportivo: la sentenza in merito alla gara contro la Savignanese, infatti, oltre alla sconfitta a tavolino per 3-0, ha portato in dote al club sannita una pesante sanzione per il D.g. Muccio oltre a squalifiche per i propri calciatori, tra le quali spiccano le due giornate inflitte a Sicignano per imprecisati motivi. 

A parlare e a dare la versione dei fatti del Castelpoto è mister Rummo che racconta una verità diversa da quella riportati nella sentenza del Giudice Sportivo. Queste le parole del tecnico dei beneventani:

"Ci tengo a fare una premessa: non voglio alimentare polemiche bensì fare chiarezza, in quanto i fatti ai quali ho assistito durante la gara contro la Savignanese sono state altri e quindi voglio evitare che da offesa, la Asd Castelpoto, passi per carnefice. Questi i fatti.

Appena entrati nella struttura sportiva, nella quale presumibilmente ancora non era presente la società contro cui avremmo dovuto disputare la partita, un nostro calciatore viene fatto oggetto di atteggiamenti aggressivi da parte di un soggetto al momento non identificabile e in seguito rimasto non identificato, il quale motivava il suo agire con un mancato, e a suo dire "doveroso", "BUONGIORNO" da parte del suddetto atleta. Vengo alla partita. Premetto che la condotta di entrambe le squadre in campo è stata corretta, senza episodio alcuno che palesasse atteggiamenti ostili. Nonostante ciò, il d.d.g. ha fin da subito, nei confronti dei miei giocatori, avuto un atteggiamento particolarmente severo ammonendone diversi e, il più delle volte, senza ragionevole motivo e addirittura, nel proseguo della gara, espellendone due, rei di interventi fallosi sì ma assolutamente non tali da giustificare un loro allontanamento né per doppio giallo, tanto meno per rosso diretto.

Non finisce qui. Dopo la prima espulsione, la squadra avversaria, nell'operare un cambio, vedeva il proprio calciatore sostituito, non guadagnare l'uscita dal rettangolo di gioco dal punto più vicino alla riga questo delimitante (come le nuove norme prescrivono), bensì attraversare tutto il campo per dirigersi verso la propria panchina. Per carità, ci sta, non reclamo in merito, però, vista la rigidità della gestione adottata dal d.d.g. fino a quel momento, non abbiamo fatto altro che adire una equa valutazione. Infatti, il d.s. Muccio, chieste spiegazioni in merito, e quindi richiamando null'altro che l'applicazione del regolamento, il quale prescrive che in caso come quello appena descritto sia comminata l'ammonizione al contravventore (il quale nella fattispecie era già ammonito, quindi sarebbe dovuto essere espulso). In risposta ha ottenuto il proprio allontanamento dal terreno di gioco. Muccio, una volta guadagnato la zona antistante gli spogliatoi, si trovava a preservare se stesso e un nostro calciatore appena espulso (il secondo), da atteggiamenti minacciosi da parte di soggetti non identificati. A questo punto, non essendo in quel momento presenti nella struttura forze dell'ordine, il D.g. Muccio ha pensato giustamente di richiamare l'attenzione del d.d.g., al fine di chiedere il suo aiuto, dal momento che quest' ultimo fosse l'unico al quale poter adire per tal bisogno. Ora leggo dal comunicato che il d.s. Muccio avrebbe sostanzialmente aggredito l'arbitro: cosa non vera. Il fare del mio D.g. sarà stato concitato ma non aggressivo o addirittura violento. Sono state poi inflitte anche 2 gg. di squalifica al nostro capitano perché non avrebbe calmato i compagni e il proprio dirigente: anche questo non è vero, anzi lo è il contrario, per quanto le squadre continuassero a tenere un contegno ampiamente nell'ambito della correttezza.

Ferma restando la buona fede di TUTTI, e sottolineo TUTTI, nella quale credo fermamente, come società, staff tecnico e atleti non vogliamo conoscere  le motivazioni delle decisioni adottate perché ormai i fatti sono storia; esigiamo, tuttavia, rispetto non solo per noi ma per tutto coloro che come noi fanno tanti sacrifici per continuare ad alimentare una passione comune. Per noi la faccenda si chiude qui; pur non condividendo le decisioni, ma avendo sempre fiducia nella giustizia sportiva, le accettiamo e andiamo avanti, sperando che questo precedente rimanga un caso isolato. È stata una giornata "sfortunata" ma va bene così".

Maurizio Morante

Prima Categoria Girone C

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