Calvi. Zullo: "Dopo 5 anni e tante soddisfazioni è ora di lasciare"

M. Zullo
M. Zullo

Il Calvi ha chiuso la sua prima stagione di Serie C2 andando anche oltre le aspettative: la formazione del presidente Parziale, infatti, non solo ha tenuto ma è arrivata anche a giocare i play-off. Una volta finiti i giochi è tempo di saluti e bilanci ed è il Capitano Zullo il primo ad "aprire le danze". La sua è una lettera di addio al futsal giocato e una dichiarazione d'amore per i colori che ha fieramente indossato fino all'ultimo secondo della sua carriera: quelli del Calvi al quale ha dedicato la sua carriera anche per mantenere una vecchia promessa. Questa la lettera dell'ormai ex capitano:

Vorrei iniziare dall'inizio di questa favola. Avevo appena finito la mia stagione agli Stregoni Five Soccer; avevamo fatto un grande campionato di C2, arrivando a giocarci i play-off ed anche per me fu una stagione prolifica, come fortunatamente mi capitava ogni anno. Finita la mia stagione, vado a vedere una semifinale play-off di serie D, c’era Calvi-San Nazzaro. Entrai nella struttura del "Palasperanza" e vidi una marea di persone, un atmosfera e un tifo incredibile ed una bellissima partita essendo anche un derby. Mi innamorai subito, anche se in cuor mio la scelta di giocare a Calvi prima o poi, già l’avevo fatta. Dovevo esaudire un sogno, quello di mia nonna, che era originaria di Calvi.

Nei giorni a venire da quella partita ho ricevuto una chiamata, da una persona che fin dal primo giorno mi ha sempre dimostrato grande affetto, mi ha fatto sentire unico e importante fin da subito, parlo di mister Carlo Alberto Tirelli, oggi direttore sportivo: una persona unica, una persona vera e trasparente, come pochissime. Accettai subito, senza chiedere nulla, non mi interessava di scendere di categoria, ne tanto meno ne facevo un discorso economico, volevo indossare quella maglia, a tutti i costi, anche gratis.

E così è stato per 5 lunghissimi anni. Prima del calcettista, mi premeva far conoscere l’uomo, ciò che ero. Posso dire che ho avuto la fortuna di riuscire in entrambe le cose, ho avuto il privilegio e l’onore di indossare anche la fascia di capitano, sono riuscito a realizzare 182 goal, pur non giocando sempre per via dei vari problemi fisici che mi si presentavano. Il più delle volte ho giocato in condizioni precarie, pur di dare una mano alla mia squadra, alla società, perché per me è stata una famiglia fin dal primo giorno ed io per la mia famiglia do tutto me stesso.

Ad ogni goal che ho realizzato ho baciato la maglia e alzavo gli occhi al cielo, per dedicarli a mia nonna, sempre. Ho realizzato il suo sogno ma anche il mio. Ho giocato sempre con il cuore per questa maglia, volevo chiudere lasciando il segno. Volevo chiudere vincendo qualcosa, da capitano. Lo avevo promesso al presidente Parziale, a cui sono legato tantissimo, che avremmo raggiunto la C2 e così è stato.

Ricordo ancora l’emozione di quel giorno, che resterà un ricordo indelebile dentro di me, per sempre. Questa società è cresciuta anno dopo anno, sotto tutti i punti di vista e spero continui a crescere ancora, fino a raggiungere altri traguardi importanti, cercando di farlo sempre ragionando con il cuore e l’umiltà, ciò che ha sempre contraddistinto questa società da tutte le altre in tutti questi anni.

Chi vuole davvero bene al Calvi deve dimostrarlo dando tutto per la causa, senza mettere davanti i propri interessi personali, cercando di onorare e rispettare sempre questa maglia, in campo, ma soprattutto fuori. Ecco, questo è ciò che spero e mi auguro da tifoso. Si, perché d’ora in poi sarò il primo tifoso del Calvi. Questo è stato il mio ultimo anno da calcettista, un  anno per me e per la squadra particolare ma ho sempre cercato di dare il massimo ogni volta che sono stato chiamato in causa, comportandomi da professionista fino alla fine, nonostante le mille difficoltà lungo l’anno. Tutti insieme dovevamo lottare per raggiungere un unico obiettivo, quello di portare il Calvi alla salvezza nel nostro primo anno di C2. Ci siamo riusciti e credo che ciò sia la cosa più importante, arrivando a giocarci anche i play-off.

Come in tutte le favole, però, c’è un inizio e una fine. È stata una mia decisione, presa già ad inizio anno e poi maturata nel tempo. Credo di aver dato molto a questo sport, al futsal, ma soprattutto a questa maglia. Ho dato tutto me stesso, sempre, ma c’è un tempo per ogni cosa, purtroppo. Non so cosa mi riserverà il futuro, a quasi trentaquattro anni, ma avrò tempo di pensarci su, senza fretta. Una cosa è certa: questo mondo mi appartiene da quando avevo cinque anni, per me il pallone è vita. Un'ultima cosa: ci tengo a salutare e ringraziare con tutto il mio cuore la società del Calvi e tutti i miei ormai ex compagni che in tutti questi anni mi hanno accompagnato in questa fantastica e indimenticabile storia d’amore: è stato un onore e un privilegio per me indossare questa maglia ed essere anche il capitano. E come dico sempre: i giocatori, i mister passano, il CALVI RESTA! SEMPRE E COMUNQUE FORZA A.S.D.CALVI.

Un grande abbraccio

Il Capitano

Maurizio Morante