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Benevento. De Zerbi: "A Roma obbligati a pensare di poter vincere"

Mister R. De Zerbi, Benevento
Mister R. De Zerbi, Benevento

Consueta conferenza stampa pre-partita per mister De Zerbi alla vigilia del posticipo serale contro la Roma. Queste le parole del tecnico giallorosso.

CONDIZIONE - Cataldi, che aveva già stretto i denti contro il Napoli, non partirà per Roma mentre Djimsiti, che ha la febbre, proveremo a recuperarlo per domani sera. 

LA ROMA - Si tratta di una grande squadra, con una grande società alle spalle e che gioca in un grande stadio. Dovremo saperci difendere e provare anche a fare qualcosa in più vista la nostra situazione. Le strategie possono essere cambiate in base al tipo di gara da affrontare ma poi si deve dare continuità alle parole. Scelte? Io tengo tutti in considerazione.

I NUOVI ARRIVATI - Diabatè si allenava a parte nella sua squadra, non gioca da sei mesi e per la sua struttura fisica ha bisogno di più tempo. Tosca ha giocato un po' di più nel Betis ma, vista la delicatezza del suo ruolo, è necessario che capisca bene certi meccanismi.

ATTACCO - Una strategia di gara si basa sulle caratteristiche dell'avversario: la Roma, come atteggiamento in campo, è simile al Napoli. Hanno il baricentro più alto di tutta la serie A, portano un gran numero di calciatori nella metà campo avversaria e pressano alto. Dobbiamo prendere atto che non possiamo andare contro di loro a comandare la partita.

CENTROCAMPO - Bisognerà vedere le posizioni che andremo ad occupare: non parlo di numeri ma di posizioni libere da occupare perché è lì che si vince la partita. Bisogna essere bravi a leggere la situazione del momento cambiando posizione ma lasciando immutati principi di gioco e linee di passaggio.

IL MORALE - Il campionato è lungo e possiamo ancora fare punti. Non dobbiamo pensare a cosa fanno gli altri perché con delle vittorie consecutive potremmo ridurre lo svantaggio. Bisogna andare a Roma per fare una grande partita: sappiamo che sarà difficile ma abbiamo l'obbligo di pensare di poter vincere.

SAGNA - Sarà in panchina. E' un onore allenare calciatori come lui e Sandro e se entrano nelle discussioni tattiche mi fa piacere: io non ho paura dei giocatori di personalità perché possono essere di aiuto per chi gioca con loro.

I COMPLIMENTI - Fanno piacere perché vuol dire che stiamo facendo qualcosa di buono ma siamo ancora ultimi e quindi non mi spostano di un millimetro. Se non facciamo punti è perché non si va oltre un certo punto. 

Maurizio Morante