Calcio a 5. La Serie D potrebbe fare un passo indietro

La festa del Recale 2002
La festa del Recale 2002

La stagione 2017/2018 ha spaccato in due l’opinione pubblica e gli appassionati del Futsal, con il campionato di Serie D che sperimentato una formula da molti ritenuta assurda. Infatti dopo la stagione regolare tutte le squadre erano suddivise in una seconda fase a girone, da cui uscivano le prime otto promosse alla Serie C2 ed il tabellone dei play off, da cui sarebbero poi uscite le rimanenti 4 che accedevano al secondo campionato regionale.

Questo format ha permesso a squadre che si classificano al sesto posto di giocarsi le propri carte per conquistare un posto nella categoria superiore, però metteva in stand by le prime classificate dei vari gironi, costretti a dover disputare una seconda fase al massimo prima di festeggiare.

Un esempio lampante è stato il girone A, dove il Pignataro Maggiore (secondo) ha disputato una seconda fase non all’altezza della prima ed è stato eliminato ai play off, mentre il Recale 2002 (quinto) ha giocato una seconda fase perfetta, con sei vittorie in altrettante match e poi ha letteralmente dominato i play off, accedendo alla prossima C2 dopo una prima parte di stagione con più bassi che alti.

Tutto questo potrebbe non ripetersi, perché il responsabile regionale del Calcio a 5, Antonio Sarnelli, sembra intenzionato a tornare alla vecchia modalità, con una fase a giorni più corposa e gli spareggi finali interni ai vari gironi. Queste le parole di Sarnelli: “Il prossimo anno torneremo quasi sicuramente ai gironi normali, anche se ho avuto sia riscontri negativi che positivi quest’anno; abbiamo difatti dato la possibilità a tutte le società di giocarsi diversi traguardi, traguardi che probabilmente sarebbero stati accantonati dopo pochi mesi. Comunque andrà a finire, il prossimo anno ci saranno delle polemiche. Tuttavia le regole, una volta fissate, vanno rispettati e siano uguali per tutti”.

Sarà facile, dunque, assistere a squadre che partiranno per fare da comparse per poi sparire strada facendo, correndo il serio rischio di ritirarsi una volta chiusi i propri giochi. Tutti sperano che ciò non succeda, ma la storia ne potrebbero raccontare fin troppe. Chi vivrà vedrà.

Giuseppe Borrelli