S. Marco Ev. Amato:"Vitulano? Giocare in trasferta uno stimolo in più"

Mister A. Amato, San Marco Evangelista
Mister A. Amato, San Marco Evangelista

Il San Marco Evangelista ha centrato la qualificazione ai play-off piazzandosi al quinto posto in campionato, una soddisfazione per la società del presidente Tedesco arrivata in una stagione ricca di difficoltà alle quali la squadra ha saputo sopperire grazie anche alla guida tecnica affidata a mister Nello Amato. Abbiamo raggiunto il trainer del San Marco al telefono per un'intervista in ottica del prossimo impegno sul campo del Vitulano:

Mister, una qualificazione arrivata nonostante tutte le difficoltà e che ha un sapore ancora più dolce.

Una qualificazione arrivata dopo tante difficoltà che forse, dall'esterno, non si sono percepite. Abbiamo avuto difficoltà fin dal primo giorno di preparazione perché il campo di San Marco stava subendo dei lavori e quindi ci siamo dovuti arrangiare come abbiamo potuto. Poi ci sono venuti a mancare dei giocatori per problemi personali e abbiamo dovuto sopperire a queste assenze decidendo, però, di non operare sul mercato ma di inserire i nostri giovani già in rosa. Come prima esperienza in panchina direi che posso essere contento ed essendo di San Marco la soddisfazione è doppia.

Tra l'altro una qualificazione ai play-off raggiunta al termine di un campionato di ottimo livello, cosa che aumenta il valore del traguardo raggiunto.

Direi proprio di si. Il Teano, vincitore del campionato, non ha lasciato nulla per strada. Le Aquile Rosanero, dopo qualche giornata di appannamento iniziale, sono uscite alla distanza e hanno dimostrato il loro valore. Il Vitulano si è dimostrato squadra quadrata e temibile in casa e fuori. Il Cellole, specie dopo il mercato invernale, è venuto fuori e ha dato filo da torcere a tutti. Senza dimenticare le squadre che ci hanno provato fino alla fine a qualificarsi, come la Polisportiva Volturno, o quelle squadre, come ad esempio Sporting Pietrelcina e Juventina Circello, che, pur non lottando per obiettivi ambiziosi, hanno dimostrato comunque di essere molto organizzate sia in campo che fuori.

Se riavvolgessimo il film del campionato, quale è stato il momento in cui avete capito che avreste potuto farcela?

Credo sia l'ultima gara di andata sul campo del Teano. Avremmo meritato di vincere quella partita persa poi per due episodi. Il quella gara sono venute fuori le potenzialità della mia squadra: abbiamo giocato contro la prima della classe, siamo stati i vantaggio per 75' e poi abbiamo perso per un rigore dubbio e un grande gesto tecnico di Rendina. Resta il rammarico di non averla chiusa ma anche i ragazzi, dopo quella partita, hanno capito che i play-off erano possibili.

Essendo arrivati quinti giocherete le due, eventuali, gare play-off entrambe fuori casa: questo per voi rappresenta un ostacolo maggiore o uno stimolo in più per vincere?

Credo sia più uno stimolo e lo sto vedendo anche nei ragazzi. Faccio un parallelo con la Serie A: in Lazio-Inter i nerazzurri avevano un solo risultato a disposizione e sono andati a Roma con la sola intenzione di vincere. Avrebbero potuto non farcela ma ci avrebbero comunque provato fino alla fine. Siamo nella loro stessa situazione: andremo a giocare per vincere, daremo il massimo e poi il campo ci dirà chi avrà avuto ragione.

A prescindere da come andranno i play-off, dove vedi il tuo futuro?

Ho già ricevuto qualche chiamata, della quali una anche abbastanza importante ma per ora non voglio fare nomi. Al momento resto concentrato sulle prossime partite ma la mia certezza è che la mia strada è quella della panchina. Se sarà a San Marco, la città in cui vivo e nella quale ho giocato per tanti anni, sarà più bello ma, a prescindere da questo e da quale panchina occuperò, il mio impegno sarà sempre massimo.   

Maurizio Morante