Faicchio. Martorella: "E' il caso di fare chiarezza su voci infondate"

Il Pres. A. Martorella, Pol. Faicchio
Il Pres. A. Martorella, Pol. Faicchio

La Polisportiva Faicchio del presidente Martorella non sta vivendo la sua miglior stagione dal punto di vista dei risultati. La classifica dice che i play-off sono irraggiungibili e che, anzi, bisogna guardarsi le spalle vista la zona retrocessione a soli 5 punti. Tuttavia, specie dopo il mercato dicembrino, si sono registrate polemiche circa alcune cessioni, da alcuni giudicate azzardate, che hanno lasciato l'amaro in bocca. A fare chiarezza su quanto accaduto e a dissipare tutte le possibili "chiacchiere" ci ha pensato proprio il numero uno della POFA, Antonio Martorella:

"Ultimamente sto sentendo in giro delle voci poco carine sul mio conto e sulla società che rappresento. Da inizio stagione si parla spesso delle cessioni "d'oro" che la Polisportiva Faicchio ha fatto, quali quelle dei fratelli Barone e quella inaspettata di dicembre di Cusano all'Atletico Cerreto. Siccome sono sempre stato chiaro con tutti, non mi piace che mi venga imputata la colpa di queste cessioni o meglio non mi piace sentire che queste cessioni siano state fatte per intascare dei soldi".

Ci può spiegare nello specifico come sono andate le cose?

Ci tengo a precisare anzitutto che i calciatori sono stati ceduti in prestito e non in maniera definitiva perché il titolo del trasferimento è stato concordato con i diretti interessati e non perché, come dicono alcuni, io abbia voluto trattenere la proprietà dei loro cartellini per poi chiedere delle somme di riscatto per i trasferimenti futuri. La nostra politica calcistica è assolutamente diversa, noi facciamo calcio perché ci divertiamo nel farlo e perché quando lo facciamo ci mettiamo una passione inaudita che solo chi la vive può spiegarla; soprattutto lo facciamo perché cerchiamo, attraverso lo sport, di veicolare e trasmettere i giusti valori della vita e in maniera più sensibile quelli relativi al rispetto verso gli altri che sembra svanire inesorabilmente in questo mondo malato ogni giorno sempre di più. Abbiamo sempre trasmesso correttezza, lealtà, sportività, rispetto, educazione e giusta mentalità agonistica. Avremo anche commesso tanti errori in questi 5 anni di gestione, sia tecnici che organizzativi, ma non ci siamo mai comportati male nei confronti di tutte le persone che si sono interfacciate con noi, a partire dai nostri tesserati fino ad arrivare alle altre società e i loro relativi componenti; abbiamo anzi subito tante scortesie e comportamenti antisportivi da parte di altre società, che tra le altre cose credevamo anche amiche, ma non ci siamo mai permessi di rendere il cosiddetto "pan per focaccia" perché la nostra etica è semplice e si è sempre mantenuta su una linea diplomatica e rispettosa nei confronti di tutti.

Come vi siete lasciati con i ragazzi che sono andati via?

La Polisportiva Faicchio, al contrario di altre società, non ha mai negato il diritto della proprietà dei cartellini dei propri tesserati e mai lo farà. Le cessioni di cui si è tanto parlato di Barone Ivan, Barone Nicholas e Cusano Gianmarco sono scaturite da volontà dei calciatori di cambiare aria nella massima chiarezza e rispetto nei miei confronti e della società. Ovviamente hanno lasciato tristezza nel nostro ambiente ma abbiamo imparato a cavarcela anche senza di loro e ciò non significa che non saranno i ben accetti in futuro, anzi al contrario, sono Faicchiani e fanno parte del patrimonio della Polisportiva e del paese di Faicchio e, nonostante le loro scelte, godranno sempre dell'affetto di tutto il mondo POFA.

Maurizio Morante